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Messina - Angioini - Aragonesi |
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Nel 1570 i Turchi avevano conquistato Cipro, ponendo così i presupposti per una ulteriore espansione nel Mediterraneo. Papa Pio V, per difendere il mondo cristiano dal pericolo ottomano, il 25 maggio 1571 sancì la costituzione della Lega Santa a cui aderirono: la Santa Sede, Filippo II di Spagna, la Repubblica di Genova, la Repubblica di Venezia, l'Ordine di Malta, il Duca di Savoia ed altri stati italiani. Alla fine di agosto del 1571, nel porto di Messina, si riunì la flotta della Lega Santa comandata da Don Giovanni d’Austria, fratello di Filippo II e figlio naturale di Carlo V. 
Il 17 ottobre la flotta della Lega Santa, composta da duecento navi, e quella turca si scontrarono nella storica Battaglia di Lepanto. Don Giovanni d’Austria annientò i turchi ponendo così fine al predominio musulmano nel Mediterraneo. La battaglia durò 10 ore e vi furono circa 40.000 morti, 10.000 prigionieri, 62 navi affondate, 153 catturate e 12.000 schiavi cristiani liberati. I siciliani parteciparono con 10 navi e si distinsero per le azioni valorose e il coraggio. 
Il ritorno della flotta vittoriosa fu accolto da un tripudio generale e il Senato di Messina promosse diverse iniziative, tra le quali quella di innalzare una statua in bronzo all’eroe di Lepanto. Fu scelto il progetto del toscano Andrea Calamelech (Carrara 1524 - Messina 1589). La statua, collocata nella Piazza del Palazzo Reale, subì diversi danneggiamenti durante la rivolta antispagnola, il terremoto del 1783 e durante i moti del 1848. Uscì praticamente indenne dal terremoto del 1908 e nel 1928 fu rimontata in Piazza Catalani.Il monumento è costituito da un basamento quadrato rivestito in marmo, con quattro distici in latino e quattro pannelli in bronzo. Don Giovanni è rappresentato con una armatura militare, la mano sinistra sull’elsa della spada, nella destra il bastone del comando e sotto il piede sinistro la testa recisa di Alì Bassà, comandante dell’armata musulmana. 
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