|
Messina - Il mito - la preistoria - i Greci - i Romani |
|
|
|
|
Pagina 5 di 5 Con la morte dell’imperatore Teodosio ( 395 d.C.) l’impero romano venne diviso fra i suoi due figli. Arcadio prese il trono dell’impero d’Oriente e il fratello Onorio quello d’Occidente. Nel 407 i Bulgari e gli Arcadi si rivoltarono contro l’imperatore Arcadio, il quale assediato dentro la città di Tessalonica, chiese aiuto a diverse città alleate senza, però, riuscire ad ottenere nessun sostegno. La città di Taranto, che si dichiarava disposta a soccorrere l’imperatore, inoltrò la richiesta di aiuto a Messina, perché la città possedeva un grande arsenale marittimo. Il Consiglio cittadino, lo stesso Stradigo Metrodoro e privati cittadini decisero di aiutare Arcadio; armarono, quindi, un notevole numero di navi e fecero rotta verso Tessalonica. Dopo una cruenta battaglia Metrodoro, al comando della spedizione, sbaragliò completamente il nemico, con grande stupore dello stesso imperatore che non si aspettava una vittoria così celere. Arcadio, sempre sostenuto da Metrodoro, si diresse alla volta di Costantinopoli cacciando definitivamente suo nipote Costanzo, figlio di Onorio, che si era asserragliato nel palazzo imperiale. La riconoscenza di Arcadio nei confronti di Messina fu immensa e per renderle omaggio le conferì moltissimi privilegi. I "privilegi” erano atti del sovrano che contenevano la concessione perpetua di prerogative. I privilegi di Arcadio, verosimilmente, sarebbero dei falsi inventati intorno al 1435, quando Messina e Palermo erano in contrasto in merito alla questione su quale delle due città dovesse essere la capitale della Sicilia. Arcadio dichiarò Messina città principale di tutto l’impero, onorandola del titolo di Protometropoli della Sicilia e della Magna Grecia e inoltre: • nessuno poteva oltraggiare i messinesi, ma dovevano essere rispettati come la sua stessa persona; • la nave capitana doveva avere sempre il primo posto in mezzo alle altre navi capitane dell’impero; • Messina venne dichiarata Città Imperiale e fu consegnato a Metrodoro il Vessillo Imperiale. • L'antica insegna mamertina del Castello a tre torri nere in campo verde fu sostituita con lo stemma della Croce d’oro in campo rosso, che è ancora lo stemma della Città. 
•Inoltre, come perenne ringraziamento, fece scolpire, nel campanile di Santa Sofia a Costantinopoli, il motto “GRAN MERCE A MESSINA”, trasformato nei secoli in "GRAN MIRCI A MESSINA” (grazie assai a Messina!). Questo motto si può leggere sui cancelli d’ingresso di palazzo Zanca (Municipio).
|