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Messina - Il terremoto del 1908
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Messina Storia & Arte (progetto Comenius)
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Messina - Il terremoto del 1908
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I PRIMI SOCCORSI

 

Nel porto  erano ancorate diverse navi sia italiane che straniere e quelle che non avevano subito grossi danni raccolsero i primi feriti, ma il primo aiuto organizzato venne da una squadra navale della Flotta Imperiale Russa ancorata nel porto di Augusta.
Le corazzate Slava e Tzesarevitch, gli incrociatori Makarov e Bogartyr comandate dall’Ammiraglio Litvinov arrivarono nel porto di Messina la mattina del 29 dicembre.

 

L'incrociatore Makarof
Agli occhi dei soccorritori si presentò uno spettacolo terrificante: incendi che divampavano,  sopravvissuti seminudi impazziti dal terrore e dalla disperazione, invocazione d’aiuto dei  sepolti vivi.
Le squadre dei marinai russi, comandate da ufficiali  o sottoufficiali, si prodigarono con estrema efficienza e generosità. Riuscirono a salvare  molti uomini sepolti sotto le macerie e trasportarono sulle navi i feriti  sopravvissuti.
Così scriveva un marinaio russo alla sua famiglia:
Ci avvicinammo al luogo dove 24 ore prima s’innalzava Messina. Scendiamo a terra e siamo assaliti dagli abitanti in cenci, feriti e affamati, che ci supplicano di soccorrerli. Subito ci mettiamo all’opera: si trasportano i feriti a bordo e si distribuì  il pane a quelli che stavano bene. Mio Dio, che feriti ci portavano e com’erano affamati! Senza braccia, senza gambe, con teste insanguinate, ossa rotte…
Dal libro la "Terra trema " di G. Boatti, Mondatori 2005

 Disegno di Giacomo Guglielmo 2A

Nel 2006 a Messina è stata intitolata una via alla Marina Russa, come riconoscimento per i soccorsi prestati nella tragedia.
La mattina del 29 dicembre, dopo i soccorsi russi e  inglesi, arrivarono quelli italiani. Il Governo Giolitti affidò il comando delle operazioni al generale Mazza che decretò immediatamente lo “stato di assedio”; infatti a rendere la situazione ancora più drammatica,  si aggiunsero le azioni di sciacallaggio ai danni dei beni pubblici e privati sepolti sotto le macerie.

Il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena  arrivarono all’alba del 30 dicembre e la stessa Regina si prodigò in ogni modo per curare i feriti, trasformando la corazzata della Real Marina “Regina Margherita” in nave ospedale.
Molti furono gli episodi che la videro generosamente protagonista tra le macerie e una volta tornata a Roma continuò la sua opera organizzando i soccorsi  e la sistemazione degli orfani.      
            
               
 
Per la grande umanità e  l’ardore con cui la Regina Elena si prodigò in quelle tragiche giornate,  il 26 giugno del 1960, in Via Cesare Battisti, Largo Seggiola, è stata collocata una statua in suo onore.
La stampa, dopo i primi sintetici dati, cominciò a riportare notizie più dettagliate dell’evento; il mondo intero si commosse e iniziò una vera gara di solidarietà.
In tutta l’Italia, oltre agli interventi della Croce Rossa e dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, si formarono dei comitati di soccorso per la raccolta di denaro, viveri ed indumenti. Partirono squadre di volontari: medici, ingegneri, tecnici, operai, sacerdoti e insegnanti che si prodigarono con fervore.
Salvatore Quasimodo, premio Nobel nel 1959 per la letteratura, accorse a Messina con tutta la sua famiglia.
Don Orione, nominato Vicario Generale della diocesi di Messina, fu instancabile nel prestare soccorso agli orfani e divenne in seguito promotore della ricostruzione civile e religiosa della città.
                             
               




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Angelo Montorsoli, Orione, part. del Fonte Orione.
Messina, piazza Duomo.
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La situazione era talmente drammatica che non si sapeva cosa fare di quello che restava di Messina.
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Messina - Il terremoto del 1908
 

Progetto Comenius

 

Disegno di Vanessa Tripoli 2A

Messina distrutta.

Un telegramma con queste due parole  giunse al  Capo del Governo Giovanni Giolitti più o meno alle ore 15, 25 del 28 Dicembre 1908. 

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