Il muro di Berlino
Giorno 12 Novembre noi alunni della 3°B della Scuola media “G. Martino” di Messina ci siamo recati al teatro Vittorio Emanuele della nostra città per assistere ad una mostra che commemorava la caduta del muro di Berlino, avvenuta, come noto, nel 1999.La mostra è stata molto interessante e presentava numerosi spunti di riflessione, tanto che dinanzi ad alcune foto, come quella che riproduceva la gioia delle persone alla caduta del muro o quella che raffigurava il commovente abbraccio tra una madre ed un figlio dopo anni di separazione forzata, sono state occasione per comprendere quanta violenza e disperazione ha causato l’erezione del muro.Questo muro, per noi, è il simbolo più atroce della malvagità umana, poiché è mostruoso ed abietto pensare di dividere intere famiglie. Altro momento interessante è stato quello in cui abbiamo commentato alcuni racconti in cui si parlava di razzismo, violenza ed odio. In particolare a noi ha colpito il racconto dal titolo “l’ebreo andorrano” in cui si descriveva la riprovevole forma di emarginazione che un ebreo ha dovuto vivere sino alla sua morte. Infatti i suoi concittadini non lo avevano mai accettato, anzi lo schernivano e lo escludevano da ogni forma di vita sociale.Tuttavia alla fine del racconto si scopriva che in realtà l’uomo non era di origine ebree ma era un andorrano, ma anche dinanzi a questa scoperta l’unica preoccupazione degli abitanti di Andorra non fu quella di riabilitare la figura del presunto ebreo, quanto quella di capire se gli andorrani avessero qualche tratto fisico simile alla razza ebrea. Questo racconto, commentato in quella sede, è stato un ulteriore motivo di confronto sulle tematiche del razzismo, di cui il muro è stato un emblematico simbolo.Noi ci auguriamo che tali forme di emarginazione non si verifichino più, anche se a tutt’oggi molti uomini sembrano sordi alle grida di dolore e di sofferenza che si potevano leggere sui volti delle persone ritratte sulle foto che la mostra proponeva. |